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Yes Man - La Recensione PDF Stampa E-mail
Thursday 22 January 2009

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Scritto da :  Francesco Cianciarelli

 

Come si può non amare Jim Carrey? la deliziosa plasticità del suo viso
e soprattutto della sua bocca, che pare in grado di allargasi a
dismisura, quel sorriso ampio ma da bravo ragazzo perennemente
stampato in volto, la vulcanica capacità del suo corpo di  muoversi e
di articolarsi in espressioni assurde e colme di ilarità, i tempestosi
scatti improvvisi dopo le piccole pause in cui si mantiene in
posizioni rigide.. in una frase: come si fa a non adorare
visceralmente quel buffone di jim? La star di origini canadesi ha
inoltre mostrato di sapersi adattare ed esprimere in qualsiasi ruolo:
dai suoi primi successi in cui ha dato prova della propria innata,
immensa capacità comica come The Mask o la serie di Ace Ventura,
chicche del genere demenziale che si basano interamente sulla sua
capacità istrionica, fatto che lo ha reso il degno erede di Jerry
Lewis, ai film successivi che hanno richiesto al nostro
interpretazioni spesso drammatiche oltre che piu complesse e sfumate,
come, sopra tutti, i bellissimi Truman Show e Se mi lasci ti cancello.
Ammetto che mi piacerebbe scrivere un articolo interamente dedicato
all'elogio di Jim (permettemi di chiamarlo per nome), un atto d'amore
ad un attore che ha stregato la mia generazione, quando, da bambini,
guardavamo le sue perle comiche e tentavamo, con scarsi risultati, di
imitare i movimenti del suo corpo, la sua gestualità a scatti e
improvvisa, le pose tanto assurde quanto scomode...

"Yes man" è caratterizzato da una struttura narrativa perfettamente
classica, dove tutto procede per filo e per segno seguendo sia i tre
atti di matrice aristotelica, sia il classico modello del "viaggio
dell'eroe", con tanto di figura del mentore, che l'azienda
hollywoodiana usa da decenni come elemento strutturale. Siamo di
fronte ad una commediola semplice e senza troppe pretese, che si
limita a raccontarci la classica vicenda di inserimento del soggetto
nel sociale, come vuole il genere archetipico in questione, il tutto
condito con la necessaria storia d'amore che permette al protagonista
di vivere e sancire queste sua maturazione personale.  Al di sotto
della trama possiamo tuttavia intravedere delle interessanti dinamiche
soggiacienti che si insinuano e nutrono il tessuto complessivo:
possiamo notare il fatto che il film ci mostra il protagonista dal
momento della disperazione al re-inserimento nella società, cosa che
avviene fondamentalmente grazie alla provvidenziale partecipazione al
corso motivazionale per l'appunto denominato "yes man". La vita di
Carl Allen subisce la svolta giusta e produttiva nel momento in cui
riesce a reagire in modo diverso agli stimoli che provengono
dall'ambiente: dall'atteggiamento negativo di chi ha perso entusiasmo
nelle cose della vita (addirittura, come gli viene detto, non riesce
nemmeno a masturbarsi per mancanza dell'interesse necessario) e che
quindi nn sa fare altro che dire NO, a una reazione totalmente
opposta, ossia il dire SI. Dunque la concezione del mondo che soggiace
al film si basa semplicemente e unicamente sulla capacità del soggetto
di cogliere l'esterno, dato che sono le offerte a cercare Carl:
l'individuo è cosi ridotto a una mero consumatore, dove il nocciolo
della vita sta solo nel poter accettare o meno gli imput che il
mercato offre, con la conseguenza che se nn li coglie è destinato alla
solitudine e a precludere la propria carriera lavorativa (si ricordino
le parole del migliore amico di Carl all'inizio del film mentre se ne
va per le scale urlando "rimarrai solo.. solo.. solo").
Non viene minimamente preso in considerazione il fatto che l'individuo
deve potere e saper creare le proprie occasioni invece di aspettare
che piovano dal cielo.. è l'apoteosi di un sistema consumistico capace
solo di affermare la dimensione consumativa del soggetto: io esisto
quando scelgo, come diceva sartre, tuttavia in questo caso la scelta è
limitata al momento in cui mi viene chiesto di decidere in base ad
un'offerta preconfezionata. Fanno sorridere gli enormi vantaggi che
Carl ottiene dicendo di si: Vuoi concedere un prestito? avanzerai di
carriera! Vuoi dare un passaggio ad un barnone? incontrerai l'amore
della tua vita! Viene da pensare che, in questa fase di recessione
economica globale, di congiuntura e di crisi mondiale, la speranza dei
media sia riposta nell'individuo che sa dire di si al consumo e che
come premio ottiene vantaggi in termini di ricchezza e felicità.
Vorrei sottolineare anche la dinamica di relazione fra i due sessi,
dato che la storia d'amore riempie l'intera trama del film. L'uomo,
come si è visto, è prentato incapace anche solo di concepire la
possibilità di creare il proprio futuro, essendo capace solo di
ragionare in base a quello che gli viene offerto. Non è in grado
dunque di agire nel senso pieno del termine, ovvero di creare la
propria vita in modo autonomo. Viene quindi a cadere uno degli assiomi
su cui si è sempre fondata la differenza sessuale: l'uomo che agisce e
la donna che si mostra. A Carl le cose accadono per caso, per pura
casualità, lui si limita ad accettarle tutte!
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